Primo piano

Beni confiscati alla criminalità organizzata: Confcooperative in prima linea per la restituzione alla collettività

Beni confiscati alla criminalità organizzata: Confcooperative in prima linea per la restituzione alla collettività

lunedì 13 luglio 2026
Importante momento di confronto al convegno di Palermo.
«Confcooperative è fortemente impegnata nel percorso di restituzione dei beni confiscati alla collettività. Un percorso che intendiamo portare avanti attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali nei territori in cui si trovano immobili, terreni o aziende». L'ha detto Gaetano Mancini Vicepresidente Nazionale di Confcooperative al convegno sui Beni confiscati organizzato a Palermo da Confcooperative in vista dell’anniversario della strage di Via d’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.
«Per garantire il successo della gestione di un bene confiscato è necessario costruire un patrimonio condiviso di cultura e di consapevolezza. La cooperazione lo strumento ideale per raggiungere questo obiettivo. Questa convinzione – aggiunge Mancini – trova oggi un ulteriore punto di appoggio nel Piano nazionale per l'economia sociale, che offre anche in questo settore elementi importanti su cui costruire una strategia di sviluppo sana, legale e sostenibile nel tempo».
Continueremo a lavorare, insieme alle istituzioni e alle comunità locali, affinché ogni bene confiscato diventi un presidio di legalità e un motore di crescita per i territori che lo hanno visto, per troppo tempo, ostaggio dell'illegalità. «Abbiamo messo insieme competenze comuni da una parte la capacità di gestione e di destinazione da parte dell’ANBSC dall’altra quella del patrimonio di competenze di Confcooperative che da anni dimostra come sia possibile – ha detto nel suo intervento il Sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro– trasformare patrimoni sottratti alla criminalità in opportunità di lavoro, inclusione sociale e sviluppo».
«In questi mesi abbiamo lavorato per rafforzare gli strumenti a disposizione dell'Agenzia: abbiamo implementato la banca dati, realizzato la piattaforma unica dei beni destinati e messo a punto un sistema di monitoraggio dei beni affidati.
Abbiamo inoltre siglato protocolli importanti, tra cui quello con Confcooperative, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale nella gestione dei beni confiscati.
Contiamo molto sulla coprogettazione. Rilanciare un'azienda confiscata attraverso la cooperazione – ha concluso il Prefetto Maria Rosaria Laganà, direttore ANBSC (Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati) – è un doppio successo: si restituisce valore economico al territorio e, allo stesso tempo, si afferma un modello di legalità e riscatto sociale»
«Confcooperative è un'organizzazione che ha la legalità nel proprio DNA. I beni confiscati rappresentano una parte fondamentale della nostra missione cooperativa e per questo mettiamo a disposizione dello Stato tutta la nostra struttura e le nostre competenze. È un dovere – dice Maurizio Gardini, Presidente Nazionale di Confcooperative – che deriva dalla funzione sociale che l'articolo 45 della Costituzione assegna alla cooperazione: essere strumento di sviluppo economico e sociale per il Paese. In nome di quel mandato costituzionale trasformiamo simboli di illegalità in opportunità concrete per le comunità e i territori». «Puntiamo su una forte interlocuzione con prefetture e Comuni che rappresentano gli interlocutori naturali per una gestione efficace e radicata nel territorio. Attraverso il coordinamento dell'Agenzia (ANBSC) e del Viminale lavoreremo insieme a tutti i soggetti interessati per il recupero dei beni e delle comunità» precisa Rosa Laplena coordinatrice nazionale di Confcooperative per l’azione di recupero dei beni confiscati.