Cooperazione sociale: nodi e prospettive
Il Segretario Generale Luciano Ventura rilancia le richieste di Confcooperative Sicilia
Le tariffe regionali per i servizi socioassistenziali in Sicilia continuano a non rispecchiare il costo reale del lavoro. Confcooperative Sicilia continua a seguire con attenzione la vicenda e da tempo ha avviato con la Regione un'interlocuzione che non ha ancora condotto ad una soluzione definitiva su alcuni nodi fondamentali per la cooperazione sociale dell'isola.
Non sono mancati i momenti di apertura da parte della Regione, salvo poi vedere arenato il percorso.
Il Segretario Generale di Confcooperative Sicilia, Luciano Ventura riassume i termini della questione, frutto degli incontri che si sono susseguiti, “con il gabinetto dell'Assessorato della Famiglia, del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l'assessore stesso e con la direttrice competente. Abbiamo almeno due grandi temi affrontati prima con il Gabinetto dell'assessore, poi con l'assessore e poi con la direttrice - ha spiegato Ventura - indicando come primo punto critico “un tema veramente datato nel tempo: l'adeguamento delle rette e delle tariffe ai costi reali del lavoro nei servizi socioassistenziali”.
Secondo il Segretario Generale, il semplice aggiornamento legato all'indice Istat non è sufficiente a coprire gli aumenti contrattuali maturati nel corso degli anni. “Non può essere derubricato dicendo che l'adeguamento dell'indice Istat permette l'adeguamento al costo del lavoro, sottolinea il Segretario Generale di Confcooperative Sicilia, ricordando che dal 2019 a oggi il settore ha registrato tre o quattro rinnovi contrattuali. «L'aumento collegato all'indice Istat di un paio di punti l'anno non può superare un aumento del costo del lavoro scattato di ben 12 punti l'anno dal 2019 con l'aumento contrattuale in poi-aggiunge.
Un ulteriore elemento sollevato da Confcooperative Sicilia - riguarda la normativa che definisce gli organici nei servizi socioassistenziali regionali: figure e organigrammi sono stabiliti per legge e le cooperative non hanno facoltà di derogarvi. Da qui la richiesta che le tariffe vengano adeguate di conseguenza. “Noi riteniamo che sia doveroso ed eticamente corretto che venga adeguata la tariffa al costo reale del lavoro - afferma Ventura. In un primo momento era stata registrata un’apertura da parte della Regione, poi seguita da una serie di difficoltà. Confcooperative Sicilia chiede ora un intervento concreto, sia a livello amministrativo, sia politico. “La Regione - conclude il Segretario Generale - deve trovare una sintesi, sia a livello di segretariato sia a livello di politica”.